JOEL HOLMES

Biography

JoeL Holmes
as educator?

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JOEL HOLMES // Biography

imgJoel Holmes began teaching himself tunes by ear at age 10.

He grew up playing with local bands and primarily in church. His family soon moved from Virginia to Baltimore so that he could attend the Baltimore School for the Performing Arts.

Later, Joel Holmes became the Director of Jazz at his alma mater. He attended the Peabody Conservatory of Music at John Hopkins University where he earned a Bachelor of Arts in Jazz Performance.

Over the years, Joel has received numerous honors including 2 Grammy Nominations, a gold medal in the Act-so competition of the NAACP, and honorable mention in the John Lennon Songwriting Competition, a finalist in the fifth annual Independent Music Awards and an honorable mention in the VH1 Song of the Year Awards.

Over the last several years, Joel has toured the world with Grammy winning jazz trumpeter Roy Hargrove, vocalist Nnenna Freelon. He is currently in the Quartet of the great Saxophonist Javon Jackson who is an ex jazz Messenger with Art Blakey.

Joel Holmes has performed all over the world solo,duos and with his trios touring Italy, France, Taiwan, Japan,Ukraine, Kazakstan, Krygystan, Russia, Greece, Belgium, Germany, Sweden, Norway, Holland, England, Spain, Chile,Ecuador, Uruguay, Canada, USA,Colombia, etc. Joel Holmes has played with Curtis Fuller,Terrace Blanchard, Gary Thomas, Jimmy Cobb,Roberta Gambarini, Azar Lawrence,Tim Warfield, Greg Osby, Tim Green, Butch Warren, Reggie Workman, Cecil Mcbee and many more.

With such a diverse educational and performing background, it is no surprise that his music blends so many styles and influences.

From contemporary jazz to gospel to funk to R&B, Joel can be heard fusing these genres and traditional jazz piano stylings such as Art Tatum, McCoy Tyner and Oscar Peterson.

Audio from Soundcloud

Video from You Tube

Intervista con Joel Holmes
Blues House Milano - 27 settembre 2012

a cura di: Eva Simontacchi

E.S.: Potresti parlarci dei tuoi progetti? Questa sera hai suonato con due musicisti italiani, ma penso tu abbia parecchie situazioni diverse in questo tour.

J.H.: Attualmente ho due progetti. Il primo si intitola “Eternal Vision”, del 2005, e il secondo “African Skies”, del 2009. Ora ho un nuovo progetto con un amico romano, Gianluca Lusi. E’ un sassofonista, e abbiamo realizzato un progetto in duo, intitolato “Loose”, con Gianluca Lusi e Joel Holmes, su etichetta Toschi Records, che è uscito alla fine di settembre del 2012. Il mese prossimo avremo concerti a Roma: il 15 ottobre all’Alexanderplatz, il 16 da Gregory’s e il 17 presso l’Ambasciata Svizzera.

E.S.: Con che formazioni suonerai in tour?

J.H.: In effetti l’intero tour è molto interessante. Sette settimane in Italia, e praticamente suono e lavoro in duo con persone che non ho mai incontrato prima, ma si tratta di musicisti che ho ascoltato e di cui apprezzo il talento: Nico Gori, Titta Nesti, lei è di Firenze. Ho incontrato molti musicisti…. Marco Valeri, per nominarne alcuni. La maggior parte dei musicisti sono toscani poiché il mio tour si svolge per la maggior parte in Toscana. Collaboro anche con Piero Borri, Walter Paoli, ci sono parecchi bravi musicisti in Toscana. Il tour termina a Roma con Gianluca Lusi.

E.S.: Sono certa tu stia sognando di far qualcosa che non hai ancora fatto.

J.H.: Bé, diciamo che questo tour è stato un divertente rischio da prendere: suonare con persone mai incontrate prima, e ogni concerto è diverso. Situazioni in duetto: pianista cantante, pianista sassofonista, piano trio, piano basso e batteria, situazioni di piano solo…. situazioni così diverse e disparate che mi rafforzano molto come musicista, ma che comportano un certo grado di sfida e di rischio poiché non hai l’opportunità di suonare con la band con cui sei affiatato e con cui continui a costruire. Devi essere fresco e nuovo ad ogni concerto: spirito diverso, vibrazioni diverse, “amici” diversi, e questo è interessante, mi piace!

E.S.: Certo, in questo caso non ti ripeti!

J.H.: Certo, non posso ripetermi. Suonerò a breve con Michela Lombardi, abbiamo vari concerti in programma, e avrò anche il concerto in trio a Firenze. Potete trovare tutto on line.

E.S.: Dunque suonerai principalmente in Toscana.

J.H.: Si, la Toscana in questo Tour, che è una cosa nuova per me. Tutte questi posti e queste zone diverse della Toscana. E’ un luogo bellissimo, c’è bella gente, e la lingua è abbastanza facile per me da comprendere.

E.S.: Dunque riesci a capire qualcosa….

J.H.: Si, si!

E.S.: Ricordi qualcosa del tuo passato, un passo importante, qualcosa che è accaduto nella tua carriera che ti ha aperto la mente e che ha creato una differenza?

J.H.: Direi che la cosa più importante è successa tre anni fa. Ma ho avuto tanti episodi di questo tipo nella vita. Ho sempre avuto un fuoco interiore, una spinta, a non fermarmi, ad andare avanti. Ma a un certo punto ho perso degli amici, sono morti. Uno dei miei amici, Bob Owen, era un bassista, ed è mancato subito dopo il tour. E’ stato investito da un autobus mentre guidava la bicicletta.
Aveva famiglia, aveva un figlio. Una storia triste.
Lui ed io avevamo fatto un tour con l’Ambasciata Statunitense portando avanti programmi di scambio culturale con diverse popolazioni in paesi diversi.
Quando morì, pensai di continuare a portare avanti questi programmi di scambio culturale sia per mezzo dell’Ambasciata, sia senza.
All’inizio c’era in me la spinta ad essere un’artista, a farmi conoscere, ma ora per me il significato è più profondo: si tratta di avere uno scopo, e di spargere e diffondere la musica nel mondo.
Anche Daniela D’Ercole, che ho incontrato a New York quest’anno, e con cui ho fatto un tour in Agosto, è mancata, colpita da un’auto mentre attraversava la strada all’uscita di un jazz club.
Aveva solo 31 o 32 anni. Le morti di questi amici mi hanno fatto realizzare quanto importante e preziosa sia la vita, e lo scopo è fondamentale. Non solo per la musica, ma la musica è un veicolo potente per diffondere energia positiva, messaggi positivi, una maggior consapevolezza.
La musica è un veicolo che ha il potere di cambiare le atmosfere, toccare le persone, ma anche permettermi di viaggiare, incontrare persone, avere questi momenti preziosi per parlare, scambiarsi informazioni spirituali.
E’ bellissimo, e trovo ci sia molto più scopo e profondità in questo.
A volte i guadagni non sono un gran chè, perché non sono inserito nel grande circuito, quello delle etichette discografiche, non che ci sia nulla di male in ciò, ma per quanto mi riguarda, ho uno scopo in ciò che porto avanti, e dunque viaggio facendo molta esperienza e vedo vite che cambiano inclusa la mia stessa vita. Ecco perché continuo ad andare dovunque il mondo mi chiami, e l’Italia mi ha chiamato, e sono felice di essere qui, di incontrare tante persone meravigliose, e ogni luogo è diverso. Sono felice di vivere questa avventura, e tutte le esperienze sono diverse.
C’è molto talento qui, e non vedo l’ora di ritornare nel mese di marzo il prossimo anno.